La voce

Ciao,

oggi voglio soffermare la tua attenzione su di un aspetto fondamentale per tutte le persone che hanno a che fare con la produzione e la post-produzione musicale, LA VOCE.

E’ un capitolo alquanto discusso e controverso tra gli addetti ai lavori.

Io ho sempre sostenuto che è di gran lunga più facile fare dei grossi danni piuttosto che delle migliorie…..

Innanzitutto partiamo da un concetto fondamentale: “Le rape non fanno vino”.

Ovvero, la voce di un cantante è quella che è, e se non è quella che noi stiamo cercando, andandola a modificare di continuo nel timbro e nell’intonazione, non facciamo altro che dare a quella voce una parvenza grottesca oltre che insoddisfacente.

Partiamo dal presupposto quindi che una persona E’ uno strumento musicale, e come tutti gli strumenti musicale ha il suo timbro, che per fortuna è unico.

Dico per fortuna perchè magari quel timbro particolare che stiamo registrando ci sembra alquanto brutto in quel contesto, ma non pensiamo che potrebbe essere perfetto in un altro contesto che però magari non ci serve in quel momento.

Inoltre qualche infarinatura sulla tecnica del canto non fa mai male, non sai quanti incompetenti si spacciano per cantanti….

Insomma, scegli bene la voce per le tue produzioni!

Una volta poi che si è trovato la voce giusta, perfetta per quel brano è il momento di importarla in digitale, ovvero di registrarla.

Qui sfondo una porta, spero, più che aperta: ovvero l’importanza che sta nell’avere un microfono di qualità.

Quando si registra in multitraccia, magari in Home-Recording, utilizzando soprattutto strumenti software o midi, basta avere un microfono a disposizione, a patto che sia un microfono di qualità.

Meglio un microfono solo di qualità che dieci mediocri.

Non meno importante è l’ambiente che hai a disposizione per registrare.

Anche se sei in una normale stanza di appartamento, questo non importa. Anzi, è facile che con qualche piccola accortezza si ottenga un’ ambienza invidiabile anche dagli studi di registrazione più grandi.

Ma questo è un altro capitolo che vorrei sviluppare meglio in un post dedicato.

I suoni di base sono le colonne portanti su cui si fonda il suono di un brano.

Possiamo modificare quanto vogliamo un suono, ma il mio consiglio è: se lo si fa, allora che si senta davvero!

Meglio l’eccesso per creare un effetto particolare, un suono particolare, piuttosto che inserire cento plugin per correggere e ricreare un suono che abbiamo nella mente ma che non fa parte dello strumento (voce compresa) che abbiamo davanti.

Ricordati che il danno bussa sempre alla nostra porta, e noi spesso non guardiamo nemmeno dallo spioncino per vedere chi è, ma ci buttiamo a capofitto in un’impresa impossibile che ci porterà a rovinare anche il suono che abbiamo registrato.

Pochi interventi per ottenere grandi risultati, è questo ciò che conta!

Ciao, a presto!

 

A volte si torna indietro…..

Ebene sì,

nonostante nel mio ultimo post abbia affermato esattamente il contrario, mi sono ancora una volta scontrato con la dura realtà….

A volte la modifica e quindi la miglioria dei lavori svolti in passato è obbligatoria.

Spesso i brani creati prendono una piega diversa da quella che ci si era prefissati, ed il risultato è che,la stragrande maggioranza delle volte, questi non hanno le caratteristiche richieste invece dalla nuova collocazione.

Spesso bisogna ritoccare il mix, o a volte il master per una resa sonora ancora migliore.

Nel caso specifico ho dovuto ritoccare entrambi.

Voglio precisare che quanto ho affermato nel post precedente non è stato contraddetto, bensì rafforzato!

Io infatti non ho minimamente agito sulla struttura del brano, e nemmeno sulla sua sonorità o strumentazione.

Queste sono cose che sconsiglio a tutti di non rifare, magari conviene scrivere un brano ex novo allora…..

Le modifiche quindi si limitano ad un aspetto di post produzione.

Essa direi che ha la stessa importanza della vera e proprio produzione del brano.

Un brano scritto bene con un pessimo lavoro di post produzione è un pessimo brano.

Un brano mediocre con un buon lavoro di post produzione è un brano più che dignitoso!

Con le potenzialità che i nuovi software musicali offrono, potenzialmente da casa tua potresti fare uscire il prodotto finito!

Dico questo perchè la figura del compositore, quella dell’arrangiatore, quella del fonico e quella di chi si occupa del mastering, si sono fuse in una sola.

Questo è il bello, ma anche l’aspetto più difficoltoso di chi si appresta a voler scrivere un brano, registrarlo e fornire il prodotto finito a chi di dovere.

La formazione in questi frangenti è essenziale!

Non ci si può improvvisare, salvo per il puro divertimento…..

A presto!

 

Mai tornare indietro!

Non so se ti è mai capitata una cosa del genere, a me personalmente succede spesso purtroppo.

Parlo di quella fastidiosissima sensazione di voler sempre rimettere le mani su ciò che si è fatto in passato.

Quando mi capita di dover riprendere in mano vecchi progetti ormai chiusi nel cassetto perchè è capitata l’occasione di utilizzarli al meglio, è come se ricevessi un colpo al cuore.

La domanda è la solita:

“Ma dov’ero quando le ho scritte?!?!?”

E’ sempre la solita insoddisfazione dell’inguaribile perfezionista….

Non guardo tanto l’aspetto compositivo, ritengo la composizione come una macchina fotografica per l’anima.

In QUEL dato momento è scaturita QUELLA determinata cosa, e così deve restare.

Non andrei mai a ritoccare nemmeno una nota.

Ma per quanto riguarda la post-produzione ho sempre da ridire….

O le mie orecchie fanno periodicamente una metamorfosi, oppure c’è qualcuno che mi gioca dei brutti scherzi…

Insomma, con l’esperienza si impara anche a soprassedere a questi tormentati stati d’animo, anche perchè altrimenti non si finirebbe mai un progetto, sarebbe continuamente soggetto a piccoli e grandi ritocchi, per raggiungere poi il medesimo grado si soddisfazione.

Ti do un consiglio se posso permettermi, anche se proprio non ce la fai a sentire una cosa fatta da te l’anno prima o anche più, fa lo stesso! Se per lavoro la devi riprendere tappati le orecchie per alcune cose e soprassiedi!

Ciò che farai in futuro sarà sicuramente meglio di ciò che farai oggi.

E anche se non lo sarà in sostanza, la percezione che avrai di un lavoro passato sarà sempre qualitativamente inferiore a ciò che realizzerai nel presente, o almeno tu penserai così.

Quindi in questo momento sto facendo esattamente questo, mi sto facendo andare bene delle cose che vorrei tremendamente rifare!

Avrei voglia di riaprire il progetto di Logic, ma so che se lo faccio stanotte la passo in bianco, per ottenere poi ciò che l’anno prossimo mi farebbe passare un’altra notte in bianco…..

Buonanotte…..

 

L’utilizzo dei bus

Ciao!

Mi capita spesso di incontrare miei allievi che mi fanno domande specifiche sul missaggio.

A volte mi diverto un po’ e gli dico che mixare è un’arte pura e semplice e che o ce l’hai o non ce l’hai…

In realtà non è del tutto vero, tutto si può imparare con costanza e dedizione.

Per me uno step fondamentale nell’organizzazione di un missaggio è l’utilizzo dei bus o aux.

Questi sono canali virtuali aggiuntivi, da 1 a 64, che Logic ci consente di aprire e gestire con molta semplicità.

Fondamentalmente ciò che è necessario sapere è che si possono inserire in due posizioni, in entrata o in uscita.

Questo brevissimo video vi mostrerà le due posizioni in cui si possono aprire i bus nella finestra del mixer di Logic.

Apertura bus

La prima è in entrata, la seconda è in uscita.

Quali le differenze sostanziali.

Con il bus o aux in entrata direttamente sul canale vi apparirà anche un potenziometro di colore blu.

Questo potenziometro vi servirà per dosare il volume d’ingresso nel bus sul canale in questione.

Per esempio può essere utile per lavorare con i riverberi.

Ipotizziamo di avere un gruppo di strumenti, una sezione d’archi, una batteria registrata senza gli appositi microfoni d’ambiente ecc….

A questa serie di canali dobbiamo aggiungere anche un’ambiente per rendere più realistico il suono.

Per non aggiungere un riverbero per ogni canale, scelta che caricherebbe inutilmente la cpu, inseriamo per ogni canale del gruppo lo stesso bus di riferimento, regoliamo i vari potenziometri blu che sono apparsi di conseguenza su ogni canale interessato dal bus, ed in questo modo possiamo gestire con facilità un unico riverbero su diversi canali, col vantaggio di aver risparmiato cpu e di aver mantenuto coerenza sulla scelta del plugin per una stessa categoria strumentale.

Diversamente possiamo anche scegliere di inserire un bus in uscita su ogni canale.

In questo modo non apparirà più un potenziometro per la regolazione del volume in entrata, ma l’uscita di ogni canale, in cui abbiamo assegnato l’uscita del bus, verra deviata sul canale ausiliario, che a sua volta manderà la sua uscita ad un’altro bus o più semplicemente all’uscita monitor.

Questo, come dicevo, è un passo fondamentale da utilizzare nella gestione di ogni missaggio.

Quando il nostro brano è terminato e dobbiamo lavorare sul mixer, è utile impostare questo tipo di lavoro per gestire al meglio tutte le risorse, e per non creare confusione avendo gli stessi plugin aperti magari dieci volte su dieci canali diversi….

A presto!

 

 

 

 

Scrivere, scrivere, scrivere……

A volte scrivere (musica intendo….) è davvero uno sforzo grande.

Non che sia per me complicato, certo ogni volta è una sfida a sè.

Ogni volta è diversa dall’altra.

Le immagini sono ogni volta diverse, IO son ogni volta diverso….

Mi affascina molto comporre musica, mi sento bene quando lo faccio.

Curo ogni mia traccia come se fosse un figlio, e a mio figlio voglio molto bene…..

E’ che mi pongo davvero molte domande. Sono le immagini che mi obbligano a farlo.

Considero le immagini come un bambino considera delle figure bianche da colorare.

La musica stessa è una moltitudine di colori da abbinare alle immagini che, lasciate pure nelle mani del silenzio, hanno sì un senso, ma affievolito dalla mancanza di un supporto per me necessario.

Ritengo molto importante il lavoro svolto da chi raccoglie le immagini.

E’ un lavoro fondamentale per dare voce a persone e luoghi che altrimenti resterebbero chiusi nel loro silenzio.

Proprio per questo l’abbinamento musica – immagine è per me fondamentale.

Con una scelta sbagliata l’immagine può perdere di valore, o sviare l’attenzione di chi guarda dal reale messaggio che si vuole trasmettere.

Ma con la combinazione giusta la musica, per citare una frase di Debussy, esprime l’inesprimibile.

Esprime cioè ciò che altrimenti resterebbe inespresso, nel limbo delle emozioni fredde, mai provate.

E questo è ciò che non voglio.

Voglio rendere il lavoro di chi raccoglie le immagini ancora più importante, ancora più in evidenza, voglio aiutare le immagini a trasmettere ancora più emozioni.

Questo è ciò che ogni giorno cerco di fare.

 

 

Alle prime armi….

Ti sei mai chiesto quanto conosci a fondo i programmi che utilizzi?

La marea di funzionalità di tutti i software musicali sembra stata creata apposta per fare affondare i neofiti che per la prima volta si avvicinano ad essi.

In particolare la cosa che affascina maggiormente chi è alle prime armi con l’editing audio o midi sono la marea di plugin che si possono applicare a questo o a quel particolare suono.

Questo è un grande vantaggio raggiunto dalla tecnologia moderna.

Ormai con il tipo di macchine (computer….) in commercio, il limite fisico del numero di plugin inseribili per ogni singolo suono è diventato praticamente illimitato.

Naturalmente,anche qui, dipende dal tipo e dalle caratteristiche dei computer che hai a disposizione, ma su questo argomenta parleremo poi…..

Non so che tipo di computer tu abbia a disposizione, ma credo tu ti sia reso conto di quanta disponibilità di editing del suono tu abbia.

Quanti compressori, equalizzatori, filtri, reverberi e chi più ne ha più ne metta puoi applicare al tuo suono….

Ma ti faccio una domanda.

Ti sei mai chiesto quale sia il loro reale utilizzo?

Ognuno di questo particolari software ha un suo posto ben preciso all’interno dell’editing e del Sound Sculpting.

Ti parla uno che per diverso tempo è andato  ”un tanto al braccio” per ottenere un risultato più o meno casuale e quindi più o meno soddisfacente….

Proprio per questo ti invito ad approfondire veramente l’argomento, perchè questo ti darà l’opportunità di raggiungere esattamente il risultato acustico che ti sei prefissato.

Ti do subito un consiglio.

Diffida totalmente dai settaggi standard di default all’interno dei vari programmi (Logic compreso….).

Sono settaggi creati appositamente per i neofiti che vogliono aggiungere qualcosa al proprio suono ma non sanno nemmeno loro cosa…..

Invece non devi ragionare così, ogni suono ha una suo particolarità, che va raggiunta con grande consapevolezza.

Resto sempre a tua disposizione per qualsiasi chiarimento o suggerimento.

A presto e buon divertimento!

The New Project

Ciao!

Ogni tanto mi piace parlare delle mie sensazioni, perchè esse sono la spinta che crea il nuovo.

Quando apro un nuovo progetto è come se nulla prima sia esistito, nulla sia stato creato.

La mia mente è spesso vuota, ovvero pronta a ricevere idee sempre nuove, che a dirla tutta mi meravigliano ogni volta.

Ormai sono abituato ad aprire nuovi progetti in Logic.

Ogni volta però è sempre un mistero, ho sempre l’incognita di cosa alla fine ne verrà fuori.

Alcune volte le idee in testa già mi frullano e a mente fredda ho un lampo di genio che, a dire la verità, mi semplifica molto il lavoro di ricerca.

Ma la maggior parte delle volte parto con il mio New Project così, senza un’idea ben precisa.

Il tempo ha un significato diverso in quei momenti.

Quando fissi lo schermo senza speranza scorre lentissimo, sembra quasi fermo, mentre quando sei nel pieno del processo creativo vola letteralmente.

Adoro il mio lavoro, adoro ciò che faccio e non lo cambierei per nulla al mondo.

Il nuovo progetto è uno stato di limbo, è come un obiettivo della macchina fotografica puntato sul nulla, un nulla che pian piano diviene qualcosa dato dalle tue emozioni.

Questo lavoro é emozione.

Questa è l’emozione che mi da il mio lavoro.

A presto!!!

L’importanza dei Virtual Instrument

Ciao!

Come conseguenza al metodo di lavoro, subito dopo vi è la scelta degli strumenti da utilizzare.

E qui c’è veramente da perdersi in un mare di suoni, campioni, modalità di riprese, effetti utilizzati ecc ecc ecc….

Bisogna affrontare le cose con calma.

Innanzitutto per evitare di dissanguarsi a livello economico….

Come ben saprai la spesa per dei buoni VST non è indifferente.

E come consiglio ti do quello di rivolgerti sempre alla fonte, all’originale, spesso i Virtual Instrument “craccati” hanno dei “buchi” sia a livello di campioni che come qualità degli stessi.

In un mondo come quello della Recording Home in cui la concorrenza è davvero spietata, la qualità può davvero fare la differenza.

Dicevo.

La scelta dei Virtual Instrument deve essere assolutamente ponderata sia a livello economico che puramente compositivo, assecondando quelle che sono le tue esigenze.

Navigando un po’ sul Web, con un po’ di pazienza, vedrai come vi siaano tantissime offerte di negozi on-line di Virtual Instrument originali, accorgendoti di come le cifre possano cambiare anche sensibilmente.

Quindi il primo consiglio che posso darti è di non accontentarti della prima offerta trovata, ma di visitare almeno una ventina di siti dedicati.

Poi resta il fatto che ogni libreria virtuale ha i suoi pregi, i suoi difetti ed i suoi limiti, e quindi non va presa come “assoluta”, ma sempre integrabile nel tempo con altre di pari o superiore valore.

Io personalmente mi sono specializzato e dedicato completamente alla registrazione midi di Virtual Instrument, dopo una vita passata in studio a registrare/registrarmi live.

É una scelta molto diversa, ed entrambe possono dare grandi soddisfazioni.

Ed entrambe naturalmente hanno i loro problemi e i loro grattacapi….

Se sei direzionato verso la registrazione Midi dei Software Instrument allo la scelta del programma migliore ricade su LogicPro, nato fin dai suoi albori per questo tipo specifico di registrazione, ed ora evolutosi anche sull’audio al pari (o anche meglio…), degli altri programmi dedicati.

Non posso certo indicarti la Libreria Virtuale migliore per te, non conoscendoti non so che tipo di musica tu componga, ma sono a tua disposizione anche per uno scambio di opinioni.

A presto e buon lavoro!!

About LogicPro

Ciao!

Fortunatamente in questo periodo il mio lavoro è abbastanza frenetico e diciamo che non mi annoio…

Sto utilizzando al pieno tutte le potenzialità di LocigPro9 e devo dire che i tecnici e programmatori della Apple hanno fatto davvero un lavoro grandioso!

Utilizzando così di frequente ho realizzato che l’aspetto fondamentale del lavoro con LogicPro è l’organizzazione e la programmazione del proprio operato.

Mi spiego meglio.

Di sicuro il conoscere a fondo il programma è più che fondamentale, la quantità immensa delle sue funzionalità Deve essere conosciuta a fondo.

Di recente, navigando un po’ sul web mi sono reso conto di quanto il puro nozionismo stia ormai dilagando.

Ormai Tutti dovrebbe sapere utilizzare, per esempio, un programma complesso come LogicPro data la frequenza con cui oggigiorno si trovano videocorsi anche free.

Eppure continuo a leggere sui vari forum e blog di argomento, tantissime persone che riscontrano continuamente problemi apparentemente insormontabili con Logic.

E tutto questo nonostante vi sia ormai una quantità di informazioni sull’argomento ormai accessibili a tutti!

Diversi anni fa mi sono dovuto ingegnare su come imparare ad utilizzare questo programma.

Io dico, diffida dal nozionismo spicciolo!

Ma affidati alle mani di professionisti che fanno questo di mestiere e possono avere con te un contatto diretto.

E soprattutto creati un metodo di lavoro che ti permetta di rendere possibili le tue creazioni!

Io resto sempre a disposizione per qualsiasi dubbio.

A presto!

Un’altra avventura

Di sicuro non mi fermerò mai di imparare cose nuove.

E così mi ritrovo con qualche capello bianco in più sempre dietro un banco ad ascoltare, imparare, immagazzinare conoscenze diverse che mi arricchiscono e mi fanno crescere sempre.

Da poco ho iniziato il percorso per raggiungere il livello successivo di Apple Trainer per Logic 9.

Ogni volta che devo imparare qualcosa di nuovo sono sempre emozionato. Il fatto di sapere che uscirò da una stanza comunque più ricco mi fa sentire realizzato, appagato.

Il sogno che voglio realizzare è quello di applicare, condividere e trasmettere la mia conoscenza.

Guai a tenere ciò che si sa chiuso in se stessi.

Ho la ferma convinzione che il sapere di ogni individuo vada condiviso col resto del mondo, la conoscenza è come una semenza da distribuire per veder crescere un raccolto sempre migliore.

Il mio cervello ha continuamente sete di nuovo sapere e se c’è qualcosa che amo è trasmettere queste nozioni alle persone che come me hanno continuamente voglia di crescere e di migliorarsi.

Ogni passione, ogni lavoro necessita costantemente di conoscenza.

In particolare nel mio settore essa è indispensabile se si vogliono ottenere ottimi risultati abbattendo drasticamente i tempi di realizzazione di un qualsiasi lavoro.

In particolare il mio lavoro necessita di conoscenze sia pratiche che teoriche in egual misura.

La musica è una sfida continua.

Quando si pensa di aver realizzato tutto, di aver spremuto al massimo ogni singola nota, ogni scala, ogni tonalità, allora la sfida diventa contro se stessi, e l’innovazione diventa una ricerca interiore, uno stile di vita, un obiettivo costante da tenere sempre presente.

Questo rende la musica una miniera inesauribile di sfide e di ricerca continua.

Anche tutte quelle volte (ahimè tante….) che si realizza qualcosa non per piacere personale ma per semplice commissione

 

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